Il marchio rappresenta l’azienda e contribuisce in maniera importante a crearne l’identità. Ma sai cosa è veramente un marchio e cosa lo differenzia dal logo?

Prima di capire se e come un marchio può essere efficace è utile chiarire le idee che spesso si hanno su questo argomento:

  • Logo o logotipo: è la parte leggibile e pronunciabile di un marchio, le lettere con cui si scrive il nome dell’azienda o del prodotto. In passato era facile trovare una distinzione tra i due termini, ma oggi l’uno non è altro che l’abbreviazione dell’altro.
  • Pittogramma: è la parte simbolica, il disegno che riproduce graficamente l’oggetto rappresentato.
  • Pay-off: è una scritta di supporto ai due elementi precedenti, non è fondamentale, ma può essere utile per rendere più efficace la comunicazione dei valori del brand (es. “I’m lovin it” di Mc Donald’s o “Just do it” per la Nike).
  • Marchio: i professori di matematica dicono sempre che non si possono sommare capre e cavoli, ma in questo caso usando la formula “pittogramma + logo” otteniamo il marchio! Attenzione però perché un marchio può essere costituito anche solo da uno dei due elementi. Per semplicità su Wikipedia si trova la definizione di marchio racchiusa in poche righe: “Il marchio è un qualunque segno suscettibile di essere rappresentato graficamente, in particolare parole (compresi i nomi di persone), disegni, lettere, cifre, suoni, forma di un prodotto o della confezione di esso, combinazioni o tonalità cromatiche, purché siano idonee a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli delle altre.

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Quali sono, quindi, gli elementi principali che rendono un marchio efficace? Ne abbiamo identificati 5:

  1. Semplice
  2. Senza tempo
  3. Facile da ricordare
  4. Appropriato
  5. Adattabile

1. Semplice:

questa è la parola d’ordine e niente fronzoli è la regola! È opportuno eliminare tutto quello che 1005660_467895353332722_1562401408_nnon è strettamente necessario perché la semplicità stimola la memorizzazione per cui meglio evitare i particolari complessi, i colori da usare dovrebbero essere al massimo 3 e né troppo vivaci né troppo spenti, i caratteri devono essere di facile lettura – anche per la zia Gina di 87 anni! – e meglio non usare più di 2 diversi font (stile dei caratteri).

 

2. Senza tempo:

Coco Chanel diceva “la moda passa, lo stile resta” . Questo vale anche per la comunicazione grafica: meglio non seguire le mode perché il rischio è quello di trovarsi un marchio vecchio prima del tempo. Un buon design non teme il passare del tempo e resterà contemporaneo anche dopo 20, 30 o 40 anni. Ciò non equivale ovviamente a lasciarlo immutato: i restyling sono utilissimi, ma funzionano solo se di base il marchio è stato studiato per durare in eterno. Il logo Coca-Cola, ad esempio, dopo 130 anni è sempre molto attuale!

Coca-Cola

3. Facile da ricordare:

come detto al punto 1, più un marchio è semplice più sarà memorabile, ma per renderlo tale non instagrambasta la semplicità. Può essere utile, ad esempio, utilizzare elementi che hanno a che fare con il business a cui si riferisce, come ad esempio il primo logo di Instagram che richiama una macchinetta fotografica oppure rompere totalmente gli schemi logici come ha fatto la Apple, il cui logo non rimanda né a computer né a smartphone! In alternativa, si può utilizzare il nome della marca se questa è facile da ricordare. Le opzioni sono tante, ma la cosa più importante in assoluto è avere un design originale, volendo anche provocatorio (come nel caso del marchio di abbigliamento A-Style), dal forte impatto e – ancora una volta – semplice, che si imprima nella mente e non se ne vada più.

4. Appropriato:

è importante avere in mente il target di riferimento, un logo molto colorato è adatto, ad esempio, per un negozio di giocattoli, meno se l’azienda tratta prodotti farmaceutici dove è più opportuno utilizzare colori neutri. È importante non confondere l’essere appropriato con il mostrare esplicitamente l’attività: il logo del Mc Donald’s non è un panino così come quello della Jaguar non è un’auto!

5. Adattabile:

il marchio va pensato e realizzato per essere utilizzato su qualsiasi tipo di supporto e formato, che sia un cartellone 6X3, un biglietto da visita o un piccolo gadget. È necessario quindi che sia chiaro, identificabile e leggibile in ogni situazione, anche in bianco e nero. È fondamentale che sia realizzato in vettoriale, formato che permette di ottenere immagini che possono essere ingrandite o rimpicciolite non perdendo dati e quindi evitando l’effetto “sgranato”.

Queste sono le 5 regole fondamentali per avere un logo efficace e vincente, ma c’è chi si è divertito a sviscerarle tutte, qui ne trovi addirittura 45!

Ricorda, però, che la comunicazione e la grafica non sono scienze esatte…non sono come la matematica, ci sono esempi di marchi famosi che hanno contraddetto uno o più di questi principi, ma per stravolgere le regole bisogna prima conoscerle!

Se dopo quest’analisi ti sei finalmente convinto che sia arrivato il momento di avere il tuo logo memorabile, non ti resta che scriverci ad info@sabeslab.it